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Giocatori svincolati: chi sono e quando si tesserano

Porta da calcio bianca con la rete su un campo in erba verde

I giocatori svincolati sono i calciatori che non hanno più un contratto con nessun club: il loro accordo è scaduto, oppure è stato risolto prima del termine. Per le società sono un'occasione di mercato, perché si possono ingaggiare senza pagare un prezzo del cartellino, ma in Italia non si possono tesserare in qualsiasi momento. Ci sono date precise, fissate ogni anno dalla FIGC, e limiti diversi a seconda di quando e come il giocatore si è liberato. In questa guida spieghiamo chi sono gli svincolati, che cosa significa "parametro zero", da dove nasce questa possibilità e quali sono le scadenze della stagione 2026/27.

Chi sono i giocatori svincolati

Nel linguaggio del calcio uno svincolato è un calciatore libero da vincoli contrattuali. Le strade che portano a questa situazione sono essenzialmente tre: il contratto arriva alla sua scadenza naturale, di solito il 30 giugno, e non viene rinnovato; club e giocatore decidono insieme di chiudere il rapporto in anticipo (risoluzione consensuale); oppure il contratto viene risolto da una decisione definitiva di un organo di giustizia sportiva.

La differenza conta, perché le norme federali trattano in modo diverso chi si è liberato a fine stagione e chi è rimasto senza squadra a mercato già avviato o concluso. Per un club che cerca rinforzi, quindi, non basta sapere che un giocatore è libero: bisogna sapere anche da quando lo è.

Parametro zero: cosa significa

"Parametro zero" è l'espressione con cui in Italia si indica il trasferimento di un calciatore a fine contratto. Come spiega un approfondimento del Post sui calciatori in scadenza, il club che perde il giocatore non incassa nulla per il cartellino, mentre quello che lo ingaggia risparmia il costo del trasferimento, anche se spesso offre al calciatore uno stipendio più alto.

Lo stesso articolo ricorda un passaggio importante del calendario: dal primo gennaio, i calciatori il cui contratto scade entro sei mesi possono accordarsi con un'altra squadra, anche con un pre-contratto, e trasferirsi liberamente alla scadenza. Per questo molte trattative per i parametri zero cominciano già in inverno, mesi prima del cambio di maglia.

In Italia, tra club italiani, valgono però anche le regole federali sugli accordi preliminari. Per i contratti in scadenza al 30 giugno 2026, la FIGC ha consentito di stipulare e depositare i preliminari dal 25 maggio al 30 giugno 2026, escludendo quelli tra soggetti dello stesso campionato mentre il campionato è in corso. I preliminari arrivati dopo il 30 giugno sono stati considerati privi di efficacia.

La sentenza Bosman, da dove nasce tutto

Il parametro zero, così come lo conosciamo, è figlio di una causa giudiziaria. Il 15 dicembre 1995 la Corte di giustizia delle Comunità europee ha deciso la causa C-415/93, nota come sentenza Bosman, dal nome del centrocampista belga Jean-Marc Bosman.

La Corte ha stabilito due principi. Il primo: non si può impedire a un calciatore professionista, alla scadenza del contratto, di essere ingaggiato da una società di un altro Stato membro solo perché quest'ultima non ha pagato un'indennità di trasferimento, di formazione o di promozione al club di provenienza. Il secondo: sono contrarie al diritto comunitario le norme che permettono di schierare solo un numero limitato di calciatori cittadini di altri Stati membri.

La storia personale di Bosman, ricostruita dal Fatto Quotidiano nel trentennale della sentenza, spiega bene il problema di allora. Nel 1990, con il contratto in scadenza all'FC Liegi, il giocatore aveva ricevuto un'offerta dal Dunkerque, in seconda divisione francese. Il Liegi gli propose un rinnovo con un forte taglio dello stipendio e, quando lui rifiutò, chiese un indennizzo al club francese, che non arrivò. Bosman restò bloccato e decise di fare causa. Da allora, a contratto scaduto, un calciatore può passare a un club di un altro Paese comunitario senza che la nuova squadra paghi un indennizzo.

Quando si possono tesserare gli svincolati nel 2026/27

Le date valide per la stagione in corso sono quelle del Comunicato Ufficiale FIGC n. 235/A del 27 maggio 2026, che fissa termini e disposizioni per il tesseramento nelle società di Serie A, Serie B e Serie C. Il principio è semplice: chi si è liberato entro la fine della stagione precedente ha una finestra molto lunga, mentre chi si svincola a stagione iniziata rientra in una deroga con regole più strette.

Situazione del calciatorePeriodo per il deposito del tesseramento
Professionista con contratto scaduto o svincolato entro il 30 giugno 2026Dal 1° luglio 2026 al 31 marzo 2027
Professionista dall'estero con rapporto concluso in una stagione terminata entro il 31 luglio 2026 (Serie A e Serie B)Dal 29 giugno 2026 al 31 marzo 2027
Professionista svincolato dal 1° luglio 2026 alla fine del primo periodo di trasferimenti (deroga, massimo 2)Dal 2 settembre al 22 dicembre 2026 e dal 2 al 22 febbraio 2027
Professionista svincolato dalla fine del primo alla fine del secondo periodo (deroga, massimo 2)Dal 2 al 22 febbraio 2027
Per confronto: sessione invernale dei trasferimenti in Serie A e Serie BDal 2 gennaio al 1° febbraio 2027, ore 20

Per i calciatori della prima riga il comunicato non indica un tetto numerico: una squadra può quindi ingaggiare, fino al 31 marzo 2027, gli svincolati che hanno chiuso il loro rapporto entro il 30 giugno 2026. Il caso più comune è quello del giocatore rimasto senza squadra dopo la scadenza estiva del contratto, che trova un accordo a campionato già iniziato.

La deroga per chi si svincola a stagione in corso

Più delicata è la posizione di chi si libera dopo il 1° luglio, per esempio con una risoluzione consensuale durante l'estate o in autunno. Per questi professionisti il comunicato FIGC prevede un tesseramento in deroga, che si richiama all'articolo 6 del Regolamento FIFA sullo status e sui trasferimenti dei calciatori. Ogni società può presentare istanza per un massimo di due calciatori.

Le finestre sono due. Se il rapporto è finito tra il 1° luglio 2026 e la fine del primo periodo di trasferimenti, il deposito è possibile dal 2 settembre al 22 dicembre 2026 e poi dal 2 al 22 febbraio 2027. Se invece il calciatore si è liberato tra la fine del primo e la fine del secondo periodo, resta soltanto la finestra dal 2 al 22 febbraio 2027. Per i calciatori di federazioni non appartenenti all'Unione europea o allo Spazio economico europeo restano valide anche le limitazioni annuali stabilite dal Consiglio Federale.

Consiglio: quando leggete che una squadra "pesca tra gli svincolati", controllate da quando il giocatore è libero. Se il contratto è finito entro il 30 giugno, il club ha tempo fino al 31 marzo; se si è svincolato dopo il 1° luglio, entra nella deroga con il limite di due calciatori e con finestre molto più corte.

Vantaggi e rischi di un giocatore svincolato

Per un club il vantaggio principale è economico: niente spesa per il cartellino, e quindi più margine per lo stipendio o per altri acquisti. C'è anche un vantaggio di tempo, perché uno svincolato della prima categoria può arrivare quando il mercato estivo è già chiuso, utile in caso di infortuni lunghi o di una rosa corta in un ruolo.

I rischi sono altrettanto chiari. Un calciatore rimasto a lungo senza squadra può avere bisogno di settimane per ritrovare la condizione, e un ingaggio alto può pesare sul bilancio più di quanto si sia risparmiato sul trasferimento. Infine, il nuovo arrivato può scendere in campo solo dopo il visto di esecutività della Lega, come ricorda lo stesso comunicato federale: la firma da sola non basta.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire giocatore svincolato?

È un calciatore senza contratto con alcun club, perché il suo accordo è scaduto oppure è stato risolto. Può firmare con una nuova squadra senza che questa paghi un prezzo del cartellino, rispettando le date stabilite dalla federazione.

Uno svincolato può firmare a mercato chiuso?

Sì, entro certi limiti. Nella stagione 2026/27 chi si è svincolato entro il 30 giugno 2026 può essere tesserato fino al 31 marzo 2027; chi si è liberato dopo il 1° luglio rientra nella deroga, con finestre dal 2 settembre al 22 dicembre 2026 e dal 2 al 22 febbraio 2027.

Quanti svincolati può prendere una squadra di Serie A?

Per i calciatori liberati in deroga, cioè dopo il 1° luglio, il limite è di due per società. Per chi si è svincolato entro il 30 giugno 2026 il comunicato FIGC non fissa un numero massimo.

Che differenza c'è tra svincolato e parametro zero?

Svincolato descrive la condizione del giocatore, senza contratto. Parametro zero descrive il tipo di trasferimento: il giocatore cambia squadra senza che il club di partenza riceva un indennizzo per il cartellino, cosa possibile anche quando l'accordo con la nuova società viene firmato prima della scadenza.

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