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Pagelle calcio: come si leggono i voti ai giocatori

Le pagelle calcio sono uno dei generi più amati del giornalismo sportivo italiano: dopo ogni partita, accanto alla cronaca, arrivano i voti ai giocatori e…

Linea bianca sull'erba di un campo da calcio
Indice
  1. Che cos’è una pagella nel calcio
  2. La scala dei voti nelle pagelle calcio
  3. Il 6, i mezzi voti e la sigla s.v.
  4. Chi scrive le pagelle e come nascono
  5. Perché le pagelle calcio cambiano da un giornale all’altro
  6. Domande frequenti

Le pagelle calcio sono uno dei generi più amati del giornalismo sportivo italiano: dopo ogni partita, accanto alla cronaca, arrivano i voti ai giocatori e all’allenatore, ognuno accompagnato da un breve giudizio. Leggerle sembra semplice, ma dietro quei numeri ci sono convenzioni precise: una scala che riprende quella della scuola, il 6 come confine della sufficienza, i mezzi voti, la sigla “s.v.”. In questa guida spieghiamo come si leggono, chi le scrive e perché due testate possono dare voti diversi allo stesso calciatore.

Che cos’è una pagella nel calcio

Il termine è lo stesso della scuola. Il vocabolario Treccani alla voce “pagella” indica, oltre al documento scolastico con i voti degli studenti, anche un uso giornalistico: una tabella di valutazione di una serie di persone o prodotti, espressa con un punteggio in base alle loro prestazioni. Tra gli esempi citati c’è proprio “la pagella dei calciatori”.

Nel calcio la pagella è quindi l’elenco dei giocatori scesi in campo, di solito in ordine di formazione, ciascuno con un voto numerico e un commento di poche righe. Spesso la valutazione si estende anche all’allenatore.

La scala dei voti nelle pagelle calcio

Le pagelle calcistiche usano la scala in decimi della scuola italiana. Formalmente va da 1 a 10, ma nella pratica i voti si muovono di solito in una fascia molto più stretta: la maggior parte dei giudizi sta intorno al 6, tra il 5 e il 7, mentre i voti più bassi (4 o meno) e quelli più alti (8 e oltre) vengono usati con parsimonia, per le prestazioni davvero negative o davvero eccezionali.

Un esempio concreto aiuta a capire: nelle pagelle di Milan-Juventus del 23 novembre 2024 pubblicate da Sky Sport, firmate dal telecronista della partita, i voti vanno da un minimo di 5 a un massimo di 7, con diversi 5,5 e 6,5 in mezzo. È una distribuzione tipica di una gara equilibrata.

VotoCome si legge di solito
4 o menoPrestazione gravemente insufficiente, spesso legata a errori decisivi
5Insufficiente
5,5Quasi sufficiente, prestazione sotto le attese
6Sufficiente: ha fatto il suo
6,5Più che sufficiente, buona partita
7Prestazione positiva, tra i migliori in campo
8 e oltrePartita di altissimo livello, voto raro
s.v.Senza voto: tempo o episodi insufficienti per giudicare

La tabella descrive l’uso comune: ogni testata e ogni giornalista hanno la propria sensibilità, e non esiste un regolamento che fissi il significato di ogni gradino.

Il 6, i mezzi voti e la sigla s.v.

Il numero chiave è il 6. Anche qui il riferimento è la scuola: il Treccani definisce “sufficiente” il giudizio scolastico che corrisponde all’incirca al voto 6 nella scala da 1 a 10. Nel calcio un 6 significa che il giocatore ha svolto il suo compito senza infamia e senza lode; tutto ciò che sta sotto è insufficienza, tutto ciò che sta sopra è un giudizio positivo.

I mezzi voti (5,5, 6,5, 7,5) servono a sfumare il giudizio, ed è proprio sul confine del 6 che contano di più: un 5,5 dice “quasi”, un 6,5 dice “qualcosa in più”.

La sigla “s.v.” significa senza voto. Si usa soprattutto per chi entra negli ultimi minuti: nelle pagelle di Sky citate sopra, per esempio, i giocatori entrati all’84’, all’80’ o nel recupero sono tutti indicati come s.v. Non esiste però una soglia di minuti universale. Il regolamento ufficiale Fantacalcio, che si basa sui voti della propria redazione, lo dice in modo esplicito: non c’è un minutaggio minimo, ed è sempre il redattore a scegliere se e quando un calciatore ha inciso nella partita.

Consiglio: leggete sempre il commento accanto al numero. Un 6 può nascondere una partita anonima o una prestazione solida ma senza acuti; un 5,5 può pesare un singolo errore in una gara per il resto buona. Il testo spiega il voto molto meglio del voto stesso.

Chi scrive le pagelle e come nascono

Le pagelle sono firmate da giornalisti: inviati che seguono la partita, cronisti che si occupano di una squadra, oppure, nel caso delle televisioni, i telecronisti e gli opinionisti della gara. Il giudizio nasce dalla visione della partita e viene scritto a caldo, a pochi minuti o poche ore dal fischio finale, spesso con un tempo molto ridotto prima della pubblicazione.

Alcune redazioni prevedono anche un passaggio di revisione. Fantacalcio.it, per esempio, spiega che le bozze dei voti vengono riviste dallo staff per renderle omogenee e che la pubblicazione definitiva arriva circa un’ora dopo la fine di ogni partita. Accanto ai voti giornalistici sono nati anche voti statistici, calcolati da algoritmi sulla base dei dati della prestazione: sono un’altra cosa rispetto alla pagella classica, che resta un giudizio personale e motivato.

Perché le pagelle calcio cambiano da un giornale all’altro

Non è raro che lo stesso calciatore prenda 6,5 su un giornale e 5,5 su un altro. Il motivo è semplice: la pagella è un’opinione argomentata, non una misura oggettiva. Ogni giornalista dà peso a cose diverse (la continuità o la giocata decisiva, l’errore sul gol subito o il lavoro senza palla), e ogni testata ha un proprio metro, più severo o più generoso.

Conta anche il contesto: i voti si danno rispetto alla partita giocata, agli avversari e al ruolo. Per questo il regolamento di Fantacalcio.it invita a non confrontare mai tra loro voti di partite diverse: un 6,5 in una gara dominata e un 6,5 in una partita in sofferenza raccontano due prestazioni differenti. Il modo migliore per usare le pagelle è leggerle come un racconto della partita, confrontando più fonti e guardando ai commenti più che ai decimali.

Domande frequenti

Cosa significa s.v. nelle pagelle?

Significa “senza voto”: il giornalista ritiene di non avere elementi sufficienti per giudicare, di solito perché il giocatore è entrato negli ultimi minuti. Non esiste una regola fissa sul numero di minuti.

Che voto è la sufficienza nelle pagelle calcio?

Il 6, come a scuola. Il 5,5 è una quasi sufficienza, il 6,5 un giudizio più che positivo.

Si danno anche voti all’allenatore?

Sì, molte testate inseriscono in pagella anche l’allenatore, giudicandone scelte, formazione e cambi.

Perché i voti sono così concentrati tra 5 e 7?

Perché il 6 rappresenta una prestazione nella norma e i voti raccontano quanto il giocatore se ne è discostato. Per convenzione i voti estremi vengono usati con parsimonia, così da mantenere il loro peso quando una partita è davvero eccezionale o disastrosa.

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